“UNIRE IL CENTRODESTRA, RICONQUISTARE LA FIDUCIA DEGLI ELETTORI – LOMBARDIA: NO AMBIGUITA’, SENZA ACCORDO MEGLIO VOTARE SUBITO – MARO’: DIGNITA’ NAZIONALE AVANTI A TUTTO”

da Agenzie Stampa del 13 e 14 ottobre

 ”Il Pdl deve prepararsi a riconquistare la fiducia dell’elettore. Dobbiamo costruire un percorso per riconquistare quegli elettori che non sono andati da un’altra parte. Bisogna unire il centrodestra ovvero tutti coloro che sono alternativi al centrosinistra, per costruire un’Italia che sia protagonista anche in Europa. Per unire il centrodestra ci vuole buon senso ma soprattutto la volontà di anteporre gli interessi nazionali ai propri. Più che di unione dei moderati preferisco parlare di unire il centrodestra, dove vedo dentro anche la Lega, ovvero tutti quelli che sono alternativi alla sinistra. Bisogna costruire un percorso per riconquistare la fiducia degli elettori. A me non piace che si discuta di quel 16-20% che i sondaggi ci attribuiscono. Noi dobbiamo costruire un percorso che faccia riconquistare al Pdl la fiducia di tanti elettori che non sono andati in altre case, che sono fuori dall’uscio, ma se sappiamo convincerli sono pronti a ricostruire un’alternativa valida a una sinistra che altrimenti avrebbe vita facile. E’ necessario ritornare alla passione dell’impegno politico, il vero rinnovamento deve essere quello di aprire le porte in politica, a partire dai giovani, a coloro che la intendono come un qualcosa che si sente dentro e che bisogna trasformare in fatti concreti. Se invece qualcuno la intende come un’occasione per sbarcare il lunario o allargare il proprio prestigio personale, i frutti sono negativi, come possiamo vedere in questo periodo.  E’ vero che con le preferenze sceglie il cittadino, ma c’e’ bisogno di una selezione per fare le liste. Chi decide chi fa politica per passione e chi invece lo fa per sbarcare il lunario? In democrazia possono farlo solo gli elettori. Le preferenze hanno molti limiti, ma oggi non vedo altra possibilità. Possibili scissioni? Noi vogliamo fare la destra del Pdl. Ci sono i Democristiani del Pdl? E noi siamo la destra del Pdl”.
“Riguardo Casini, credo che il Pdl su poche cose sia stato chiaro come quando ha detto non vogliamo allearci con la sinistra. Casini deve decidere, perché stare in mezzo non significa stare un po’ con l’uno e un po’ con l’altro. Stare in mezzo significa stare con chi ha i valori più vicini ai tuoi. Il Pdl è nato per unire tutti coloro che sono alternativi alla sinistra: Casini si è sottratto nel 2008 per responsabilità sue e forse anche nostre che non abbiamo messo tutte le condizioni adatte. Oggi c’è lo stesso dilemma: spetta a Casini e agli altri decidere. Noi non vogliamo fare un’alleanza con la sinistra mentre Casini in Sicilia è alleato con la sinistra”.
“Sulla situazione in Lombardia, è necessario non lasciare situazioni ambigue ma scegliere subito e bene cosa fare nell’interesse della regione; questo è il nostro imperativo categorico. Azzerare la giunta, seppur  dolorosamente, era giusto. Se si vuol mettere una data certa per il voto, personalmente penso che sia più opportuno sciogliere subito il nodo. Mandare la nostra coalizione al giudizio degli elettori per vedere se siamo in grado di assicurare moralità alla politica e se gli elettori riconoscono che il sistema lombardo è tra i migliori in Italia e in Europa e merita di essere confermato se sa rinnovarsi ed essere trasparente. Effetto domino Veneto e Piemonte? Non pretendiamo che sia automatico, c’era intesa tra noi e la Lega, ma è un’intesa tra i partiti che non possiamo ribaltare ai cittadini, penalizzandoli perché la Lega decide una cosa che aveva deciso diversamente prima. Certo i termini dell’alleanza non migliorano, a meno che Maroni, che stimo molto, non trovi il bandolo della matassa spiegandoci le ragioni della decisione e che, se si deve trovare una data, è meglio sciogliere subito il parlamento lombardo e andare a votare al più presto possibile senza danneggiare la Lombardia”.
”Voglio tornare infine sulla vicenda dei nostri marò. Credo che il governo stia facendo il possibile dal punto di vista diplomatico e politico ma il sistema Italia deve fare di più: dobbiamo far sentire non solo la nostra solidarietà ma far capire all’India che è questione di dignità nazionale, non solo giuridica. Se i nostri militari non tornano al più presto in Italia vi possono essere conseguenze dal punto di vista dei rapporti. Quando ci sono vicende del genere non si deve pesare con la bilancia della convenienza, la dignità nazionale va anteposta. Non mi rassegno e chiedo un impegno più forte del sistema Italia”.