“VORREI PRIMARIE DI COALIZIONE – NO A CANDIDATURE PER VISIBILITÁ ”

dall’intervista di A. La Mattina su La Stampa del 26 ottobre

…La Russa ha un sogno, trasformare la consultazione di partito in quella di coalizione.
Dovrebbe essere contento del risultato: almeno un po’ di chiarezza in un partito che ogni giorno sembrava cambiare nome.
“Sia chiaro che io voglio le primarie del mio partito e ho chiamato Berlusconi per esprimergli la nostra vicinanza e gratitudine perché ha tolto il Pdl dall’indecisione, da una tendenza a dividersi. Ora possiamo riprendere il percorso verso il futuro”.
E che futuro sarà? Verso Monti e una nuova grande coalizione?
“A questa domanda le rispondo dopo. Prima c’è una cosa che voglio dire. Sono molto soddisfatto che si facciano le primarie di partito, ma se fossero primarie di coalizione sarebbe meglio. Se abbiamo l’ambizione di unire una coalizione che gioca a viso aperto contro la sinistra, allora oltre al candidato del Pdl potrebbe scendere in lizza quello di centro della Lista per l’Italia, del leghista Maroni, dell’area che si riconosce in Montezemolo. Una consultazione popolare così larga darebbe un colpo serio ai sondaggi che danno in vantaggio la sinistra”.
Quindi lei sta facendo un appello.
“Se vuole lo chiami pure così. Un appello a Casini, a Maroni, a Montezemolo di valutare questo tipo di primarie”.
Vuole mettere insieme cani e gatti?
“Mi rendo conto che la Lega dice mai con chi sostiene Monti e Casini l’esatto opposto. Ma anche nel Pd si sta verificando questa dinamica e riescono a fare sintesi. Io dico confrontiamoci se il candidato che prevale sposta la linea: se vince Casini dovremo essere più disponibili a valutare l’agenda Monti, se vincesse Maroni, questa prospettiva non esisterebbe proprio…”
Anche se vincesse Alfano si andrebbe verso Monti e la grande coalizione?
“Se vince Alfano credo sia quasi impossibile andare verso alleanze contro natura con il Pd. In Sicilia, infatti, abbiamo costruito un alleanza che sostiene un candidato nettamente alternativo al Pd e all’intesa innaturale dell’Udc col Pd. Credo che lo stesso debba essere il progetto del Pdl di Alfano. Senza scordare che Berlusconi, geniale e generoso, ha promesso di continuare a dare il suo forte sostegno. Ma parliamo delle primarie. Devono essere primarie vere. Spero che nessuno si candidi pensando che siano un succedaneo del congresso di partito. Ecco perché fin da ora io e penso anche Gasparri eviteremo di candidarci. Non bisogna pensare la propria componente o la visibilità del singolo individuo: si tratta di scegliere il candidato da proporre agli italiani. Chi si candida non deve farlo solo per il gusto di partecipare. Deve sentirsi in grado non solo si poter vincere le primarie ma anche e soprattutto di avere le carte in regola per poi battere la sinistra e far vincere il centrodestra. Candidarsi per un po’ di visibilità può essere legittimo e umano. Ma sarebbe un errore”.
Casini ha già detto che va avanti per la sua strada.
“Gli alibi sono a zero. Finora ha voluto e potuto dire no perché Berlusconi poteva candidarsi, ora è a un bivio. Non può far finta di niente: nessuno può più barare”.
La candidatura di Alfano non porta verso un nuovo Monti e a larghe coalizioni?
“No. La legge elettorale con il premio di maggioranza dirà chi vince e chi perde. Berlusconi ha sempre detto che Monti sarebbe un buon candidato di centrodestra. Non so se è vero ma in ogni caso escludo che lui sia interessato. Allora pensiamo a organizzare il nostro campo politico. Alfano esponga programmi e contenuti chiari e gli daremo sostegno. Se vuole uno slogan per le primarie, eccolo: “sempre con gli italiani mai con la sinistra”. E’ il titolo del convegno che stiamo preparando per il 17 novembre a Milano”.