F 35/ Tante bugie, molte ipocrisie, una verità

 

 

La mozione del Pd sugli F35 è un’escamotage, una burla e una piccola furbata.  Come al solito si preferisce non prendere una decisione chiara e seria. Definitiva. Ma la domanda è molto semplice: dobbiamo o no avere un’Aeronautica militare? Secondo me sì.

 

Decida pure il Parlamento se l’”Arma azzurra” — con un numero di aerei di nuova generazione capaci di garantire la sicurezza dei nostri cieli — debba o no rimanere uno strumento militarmente credibile. Lo si decida. Subito. Ma immaginare di non rinnovare (con una decisa riduzione di macchine e personale)  mezzi ormai obsoleti è una sciocchezza. Cancellare il programma F35  significa sciogliere l’Arma, l’Aeronautica italiana. E diecimila posti di lavoro per l’industria italiana.

 

Ma non solo. E’ da bugiardi o da scemi sostenere che il frutto del “taglio” degli aerei potrebbe essere destinato alle scuole o altre priorità sociali.  Purtroppo non è così. Secondo le attuali normative i soldi che si risparmierebbero andrebbero solo ad abbattere il debito pubblico, soldi (e Letta lo sa bene) che non possono essere destinati altrove.

 

Personalmente, se questo strambo governo deciderà di annullare il programma F35 , mi batterò per destinare i fondi “risparmiati” al comparto ‘Sicurezza – Difesa’: un contributo per gli uomini e e le donne in divisa che, tutti i giorni, difendono la nostra libertà e la nostra sicurezza.

Afghanistan: L’Italia s’inchina di fronte alla morte di un suo figlio

Oggi l’Italia si inchina nel dolore per la morte di un suo figlio che in una terra lontana combatteva contro il terrorismo in difesa della pace e della sicurezza anche del nostro Paese. A nome mio personale e di Fratelli d’Italia desidero esprimere ai familiari, ai vertici militari e ai commilitoni del capitano del Terzo Bersaglieri le più sentite condoglianze. Ai tre militari rimasti feriti rivolgo infine gli auguri di pronta guarigione.

Marò: il governo passa ai fatti o prosegue sulla linea Monti?

Concordo con De Mistura che ho incontrato di recente: i marò devono tornare in Italia, nella loro Patria, alle loro famiglie, al reggimento. Ma quando e come ? Solo con l’azione giuridico diplomatica o come sostengo da tempo , mobilitando tutto il sistema Italia per porre tutte le organizzazioni internazionali in cui è presente l’Italia, di fronte ad una pressione forte e ultimata? Questo governo oltre alle parole vuole passare ai fatti o prosegue la fallimentare e non dignitosa linea dell’esecutivo Monti ?

A proposito del 2 giugno, dello Ius Soli e adozioni gay. La mia intervista a “Il Giornale”

Ignazio La Russa, cofondatore di Fratelli d’Italia siete la mosca bianca della politica: crollano tutti tranne voi. Perché?

«Alle politiche di marzo siamo stati sottostimati. E poi eravamo nati da troppo poco tempo: 40 giorni».

Solo una questione di maggiore visibilità?
«No. Abbiamo aumentato i consensi perché ci stiamo radicando sul territorio con passione ma soprattutto umiltà, visto che di mezzi ne abbiamo ben pochi».

Le dimensioni del vostro successo?
«A Roma, col 6%, abbiamo triplicato il consenso.Idem in Campania. Altrove è raddoppiato. Penso a Viterbo, Isernia, Lodi, Sulmona».

Merito di essere una forza anti-includo?
«La gente ha forti perplessità sulle larghe intese. Attenzione: non siamo pregiudizialmente contro il governo ma non diamo la fiducia al buio a un esecutivo retto col Pd».

Non vi convince la grossa coalizione?
«Siamo coerenti con quanto abbiamo sempre detto: mai più un governo tecnico; basta abbracci con la sinistra».

Mai stati tentati di starci?
«Di proposte ne abbiamo avute eccome. Circolavano sms che davano già Crosetto ministro ma non ci interessano le poltrone. Altrimenti saremmo rimasti nel Pdl».

Cosa non vi convince del governo Letta?
«Il rischio che vivacchi con accordi al ribasso. Prenda le mozioni di mercoledì sulle riforme. Noi ci siamo astenuti ma diciamo che il governo s’è accontentato di una mozione burocratica. Non c’è una sola indicazione sui principi ispiratori come il presidenzialismo o il limite massimo alle tasse fissato in Costituzione. Nulla pure sulla legge elettorale».

Insomma, si decide di non decidere?
«Il rischio è quello. Il tutto per non dare fastidio all’alleato. Le faccio un altro piccolo esempio. Il 2 giugno è la festa della Repubblica».

E allora?
«Si festeggerà quasi vergognandosi, senza che si alzino in volo le Frecce tricolori. E non si dica che è per risparmiare perché le Frecce costano zero, visto che in settimana volerebbero per addestramento. Su questo il Pdl ha ceduto alla cultura sessantottina e antimilitarista».

Tra voi e il Pdl ci sono più elementi che vi dividono o che vi uniscono?

«Che ci uniscono: per questo siamo alleati. Ma noi siamo più intransigenti su certi temi».

Dica.
«Su forme di democrazia interna; su regole più severe per le candidature; sulle priorità che per noi restano la sicurezza, la tutela della famiglia, il rispetto per gli ultimi. Per tutti noi, ius soli e adozioni per le coppie gay non dovranno mai passare. Nel Pdl qualcuno la pensa in maniera diversa».

Rimpianti per non aver strappato la candidatura a sindaco di Roma di Giorgia Meloni?
«Non l’abbiamo cercata. Scherzando dico che forse Giorgia aveva troppa paura di vincere. Comunque Alemanno ha lavorato bene e non sarebbe stato giusto non riconoscere i suoi meriti. Lo appoggiamo convintamente».

Crescete ma siete piccoli. Quanto vi farà male l’abolizione al finanziamento pubblico ai partiti?
«Ci basterebbe il rimborso delle spese effettivamente sostenute in campagna elettorale, che pure sono basse. Ma l’abolizione totale è ingiusta: farebbe politica solo chi è ricco».

Nessuno tocchi i diritti delle donne e degli uomini in divisa

Gli uomini e le donne in divisa, messi già a dura prova da una vita di sacrifici e scarsi riconoscimenti, vengono oggi ulteriormente mortificati dall’intento della Commissione Lavoro di avallare il provvedimento Fornero sul sistema pensionistico del comparto Difesa-Sicurezza. Mentre in Italia il tema della sicurezza e dell’ attenzione verso i tutori dell’ordine è per molti tornato di moda solo dopo i recenti ed eclatanti episodi di violenza, per Fratelli d’ Italia era e resta al centro del nostro agire. Mai e poi mai quindi sosterremo questo provvedimento, che anzi contrasteremo in ogni modo e forma possibile.