Ilva, noi con i lavoratori

th«Sull’Ilva tutto si può fare, tranne far perdere il lavoro ai lavoratori». Lo ha detto Ignazio La Russa, capolista di Fratelli d’Italia in Puglia, spiegando in un incontro a Bari la posizione di Fratelli d’Italia sul lancinante dibattito sul futuro del siderurgico jonico. «L’Ilva è simbolo di un amore tradito e di troppe questioni inascoltate, ma nulla – ha concluso – può essere anteposto alle aspettative dei lavoratori di non perdere il pane per la propria famiglia».

“CON NOI AL GOVERNO, BASTA TASSE SU PRIMA CASA – ANCHE I TECNICI SBAGLIANO, LEALI CON MONTI MA NON COMPLICI DI SCELTE SBAGLIATE – ALFANO NON E’ IN DISCUSSIONE”

La manifestazione dei sindaci Pdl tenutasi il 12 maggio a Monza

Da Agenzie Stampa

“Bisogna lavorare sull’Imu e impegnarci affinché nei prossimi anni non venga più pagata. Rivendico con orgoglio la scelta del governo Berlusconi di cancellare l’Ici sulla prima casa: quando torneremo al governo, la prima cosa che faremo sarà abolire le tasse sulla prima casa.
Speravamo e speriamo che si possa arrivare a riforme condivise necessarie per risollevare il sistema Italia, ma questo non significa che dobbiamo essere acritici. Questo è un ruolo che lasciamo a Casini. Abbiamo invece il dovere di valutare qualsiasi provvedimento perché anche i tecnici possono sbagliare.
E’ importante che ci siano un’opposizione e una maggioranza in una democrazia. Noi abbiamo ritenuto che fosse giusto fare una parentesi, accantonando una polemica preventiva che ha caratterizzato il governo Berlusconi. Questo ci è costato tantissimo, prima con l’alleanza con la Lega e poi con il risultato elettorale. Non abbiamo intenzione di votare a ottobre, vogliamo essere leali ma abbiamo il dovere di cercare prima di migliorare i provvedimenti presi dal governo Monti e se non vengono migliorati, il dovere di non essere complici con iniziative che vanno nella direzione opposta rispetto ad aiutare gli italiani ad uscire dalla crisi. E su questo siamo tutti d’accordo! [Read more…]

“ADESSO ASCOLTIAMO I NOSTRI ELETTORI”

dall’intervista di M. Corso sul Secolo d’Italia del 9 maggio

“Una premessa: mai più un partito con la natura di quello di Grillo avrà un’occasione così ghiotta come questa, data la pregiudiziale antipolitica e il momento di voto in libera uscita, nonché l’assenza di un governo politico. Era un’occasione d’oro perché andasse un po’ meglio del dato nazionale, che si aggira attorno al 5%”. Ignazio La Russa, coordinatore del Pdl, non si scompone per il risultato del “tribuno”. Né crede che il tema della “punizione” ai partiti della maggioranza sia stato quello della riforma del finanziamento ai partiti.
Quello del rimborso resta però uno dei temi coi quali si alimenta l’antipolitica.
“Non può essere stato questo il motivo discriminante. Le dico una cosa: già il governo Berlusconi aveva effettuato dei tagli a partire da questa legislatura e, in più, aveva presi posto un ulteriore taglio del 30% nella prossima. Abbiamo già fatto una legge, solo che non se ne è accorto nessuno”. [Read more…]

“SU CASA E LAVORO SCELTE SBAGLIATE – CHI DISSENTE DALLA LINEA NEL PDL, PUO’ ANDARE: IL PARTITO NON E’ UN TAXI – IL PD CI ASCOLTI O SI VOTA COL PORCELLUM”

dall’intervista di L. Cesaretti su Libero del 6 maggio

On. Ignazio La Russa, la fate o no la riforma della legge elettorale?
“Al momento c’è uno stop, devono essere i tre segretari di maggioranza a prendere in mano la partita e dirimere le questioni ancora aperte”.
Quali sono?
“Il Pdl ha accettato molti punti che stavano a cuore alla sinistra, a cominciare da un sistema non più basato sulle coalizioni ma sui partiti. Ora tocca a loro accettare i contrappesi che chiediamo, a partire dai collegi, che devono essere molto ampi, almeno 400mila abitanti, per evitare condizionamenti del voto; e dall’indicazione del proprio candidato premier da parte di ogni partito”. [Read more…]

“PDL RIFLETTA SU RAPPORTI CON ESECUTIVO”

da Agenzie Stampa

”Il Pdl si riunisca e rifletta sul rapporto che ha con il governo Monti. Non penso si debba togliergli la possibilità di continuare a vivere ma dobbiamo verificare i modi con cui rapportarci. Quanto successo infatti sui temi del lavoro e delle liberalizzazioni non può essere privo di effetti: non sulla vita o permanenza in vita del governo, ma sui rapporti. Come si dice, ‘patti chiari e amicizia lunga’. Per senso di responsabilità gli abbiamo consentito di nascere e gli stiamo consentendo di vivere ma i modi e i rapporti sono importanti. Sono rimasto molto sorpreso delle difficoltà del governo a mantenere equilibrio, simmetria e quindi dall’incapacità che ha avuto ad usare lo stesso metro di quando ha trattato le liberalizzazioni, per cui invece ha usato il decreto. Sulla materia del lavoro, il governo non è riuscito ad usare il decreto, e sappiamo tutti che il Ddl porterà tutto chissà come  chissà dove con il rischio di stravolgimento del testo.  Con le divergenze d’opinione emerse all’interno della compagine di governo sulla riforma, il governo tecnico si è messo a litigare al suo interno molto peggio di uno politico”.