Thatcher: scompare una protagonista del Novecento

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Con Margaret Thatcher scompare una grande protagonista della politica mondiale del Novecento. Un leader storico che contrastando la sinistra ha lanciato e realizzato la rivoluzione conservatrice che porto’ la Gran Bretagna fuori dalle secche della stagnazione negli anni Settanta. Di lei abbiamo ammirato la fermezza e la coerenza, l’attaccamento alla sua nazione, espessioni morali della destra.

Il Giornale/ Monti corre dai marò che ha dimenticato per un anno in India

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Vi segnalo questo bel pezzo di Riccardo Pelliccetti pubblicato oggi sul Giornale. Ancora una volta Mario Monti è riuscito a deludere gli italiani.

«Ai nostri marò possiamo solo dire «benvenuti». Un soggiorno di quattro settimane in patria è sempre meglio che marcire in India, dove sono stati illegalmente detenuti e affrontano processi senza fine in sfregio a leggi e convenzioni internazionali.

D’altronde, l’Italia di Monti non ha mai avuto il coraggio di alzare la voce né di fare serie pressioni su New Delhi o sugli alleati europei. Il governo dei tecnici ha scelto il basso profilo, le gimcane diplomatiche, le trattative sottobanco. Perché il clamore mediatico sulla vicenda, ha detto con rimprovero al nostro giornale, è controproducente. Chi striscia non inciampa, è sempre stato il motto di Monti e compagnia governante. Che, guarda caso, ieri ha abbandonato il basso profilo (mediatico) ed è corso all’aeroporto di Fiumicino assieme al ministro della Difesa per accogliere Massimiliano Latorre e Salvatore Girone.

Ah, che cosa si è disposti a fare per i flash dei fotografi e per le telecamere delle tv. Altro che loden, questa è vera eleganza: alla vigilia del voto, quale migliore spot per il premier che lo stringere la mano ai nostri sfortunati fucilieri di Marina? Il Monti style è inconfondibile: approfittare del proprio ruolo istituzionale per rimbalzare sui media nel giorno del silenzio elettorale. Per carità, non ha fatto proclami, non ce n’era bisogno. Contano le immagini.

Ci dica professor Monti, ma che cosa c’era da gongolare? L’India ha forse riconosciuto la giurisdizione italiana ed è terminata l’umiliante odissea dei marò? No, tutt’altro. È trascorso un anno e nulla è cambiato, a parte le licenze. I fucilieri di Marina restano in India, Paese che ha cominciato a prendere a calci l’Italia il 15 febbraio di un anno fa e che continua a farlo senza reazioni da parte del nostro governo. Caro Professore, ma lo sa che New Delhi continua a negare la giurisdizione italiana e che non intende rinunciare al processo contro i nostri due militari? E perché, durante questi lunghi e tormentati dodici mesi, non ha mai speso una parola per deplorare la condotta indiana? Se n’è bellamente infischiato della sorte dei nostri militari e dei riflessi nefasti sull’immagine del nostro Paese nel mondo. Lei e il suo governo avete trasformato una tragedia in farsa, facendo ingoiare rospi indigeribili a tutti gli italiani.

Ci ha raccontato che il credito internazionale dell’Italia era finalmente cresciuto grazie ai suoi interventi e al suo prestigio. Ma se godeva e gode di tanto favore nel mondo, spieghi agli italiani perché non ne ha consumato neppure una briciola per liberare i nostri marò. Lei e i suoi ministri continuate a imbellettare i permessi, rilasciati dalla caritatevole India a Girone e Latorre, come fossero strepitose vittorie.

Elogiate gli stessi giudici che non vogliono riconoscere la competenza della giustizia italiana e che compiono aberrazioni giuridiche contro dei cittadini italiani, anzi, contro dei militari mandati in missione proprio dal suo governo. Ma non avete un filo di dignità? No, ci mancherebbe, altrimenti avreste rinunciato allo strumentale benvenuto ai due marò.

Il nostro giornale, a differenza di lei, ha seguito giorno per giorno l’odissea dei nostri militari e, come tanti italiani, non ci facciamo incantare dalle immagini. Quello che conta sono i fatti e per ora uno solo è certo: il caso marò è stato una Caporetto.

Caro Monti, il gioco della politica è affascinante, lo comprendiamo, ma dopo essere stato sedotto, lei rischia di essere abbandonato. Dagli italiani».

 

di Riccardo Pelliccetti, Il Giornale 24 febbraio

10 febbraio. Il passato non passa. La tragedia degli italiani d’Istria, Fiume e Dalmazia

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Da qualche anno — sempre con molta fatica e troppi imbarazzi — l’Italia ufficiale ricorda la tragedia degli italiani di Istria, Fiume e Dalmazia. Domenica prossima Fratelli d’Italia promuove in tutt’Italia manifestazioni, presenze, convegni. Per spiegare il dramma del confine orientale, raccontare la tragedia dell’esodo, tacitare i “negazionisti”, sbugiardare i nostalgici del filo spinato e delle foibe.

A Milano abbiamo promosso una manifestazione in piazza Duomo (lato Rinascente) dalle 15 alle 18.30. L’evento sarà aperto dalla Smaila band, il gruppo musicale di Umberto Smaila. Non a caso. Umberto è un uomo di spettacolo ma è anche e soprattutto un esule di Fiume, un italiano nato nelle terre perdute e, come Ottavio Missoni e altri 300mila connazionali, cacciato dai comunisti di Tito dalla sua casa, dalla sua terra, dal suo mare.

Poi racconteremo le storie degli esuli e le vergogne di un Paese senza qualità e senza onore. Storie dure , crudeli ma vere. Terribilmente vere.

Vi aspettiamo in Piazza Duomo a Milano e in tutte le altre piazze d’Italia.

Ignazio

P.S A chi non vuole dimenticare, vuole approfondire o semplicemente capire, consiglio di cliccare su www.anvgd it oppure su www.10 febbraio.it. E da domani vi proporrò altri materiali.

Una riflessione…

Ieri due scemi mi hanno ficcato davanti una sciarpa cretina quanto volgare. E poi subito le foto. E l’ira di tanti tifosi. Impossibile convincerli della mia buona fede, ma vorrei che qualcuno riflettesse (e lo dico da super appassionato…) sulla follia che sta devastando, uccidendo il calcio. Il gioco più bello del mondo.

Ignazio: “chiedo scusa ai tifosi bianconeri”

Ha suscitato, inevitabilmente, polemiche tra i tifosi bianconeri la foto pubblicata su alcuni siti web che ritrae  Ignazio La Russa, notoriamente interista, assieme all’assessore regionale della Campania Marcello Taglialatela dietro a una sciarpa anti Juventus. Ignazio ha però spiegato che si è trattato solo di un coinvolgimento casuale in una «goliardata di pessimo gusto di due tifosi»

«Mi sono trovato dietro la sciarpa — ha aggiunto — aperta sul momento da due ragazzi in maniera goliardica. E subito sono scattate le foto… Chiedo scusa agli amici della Juve. Per di più, pur essendo un fan dell’Inter da sempre in famiglia sono circondato da tantissimi tifosi bianconeri».