ROMA – 2 GIUGNO – INSIEME PER I NOSTRI MARO’

http://www.facebook.com/events/149736911825319/

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“È giunto il momento di una grande mobilitazione permanente per far tornare in Italia i due marò sequestrati in India. Non basta più il buon interessamento dei ministri competenti o della Marina. La loro liberazione deve essere considerata veramente prioritaria da tutto il sistema Italia. Oggi, su un grande quotidiano, l’Alpino Barisonzi, ferito in Afghanistan, dalla sua sedia a rotelle di sofferenza ci sprona ad un impegno personale di ciascuno di noi. E allora si mobilitino la rete, le associazioni, i partiti, i movimenti spontanei per dare forza al corteo a Roma indetto dal Comitato Indipendente SALVIAMO I NOSTRI MARÒ per il 2 giugno dalle ore 15 con partenza dalla Bocca della Verità (dopo la tradizionale sfilata militare del mattino). Troviamoci tutti a Roma sabato 2 giugno solo con bandiere tricolori, per far sentire forte la voce di chi vuole riportare in Italia i due marò”.

“SUI MARÒ, IO UN’IDEA CE L’AVREI”

La copertina odierna della nuova edizione del Secolo d'Italia

La copertina odierna del Secolo d'Italia nella nuova veste grafica

Dall’intervista di Nereo Canino sul Secolo d’Italia del 3 aprile

L’ex ministro La Russa non ha colto, al contrario di altri, accenti ironici nella dichiarazione di Napolitano in conferenza stampa ad Amman.
Eppure, il Presidente della Repubblica, ai giornalisti che gli chiedevano dei Marò detenuti in India, ha risposto: “Se qualcuno, oltre a mettere qualche striscione, ha delle idee, aspettiamo di conoscerle…”: la campagna di solidarietà l’ha lanciata lei…
“Non credo che il Presidente intendesse sminuire alcuna iniziativa che, a qualsiasi livello, abbia manifestato la vicinanza degli italiani ai nostri soldati. Bisognava fare qualcosa per dare all’Italia e al Governo la forza della mobilitazione popolare nell’affrontare le trattative con chi trattiene i nostri cittadini. D’altronde per casi diversi e forse meno gravi, questa mobilitazione c’è stata (penso agli striscioni per la Urru) senza che nessuno la considerasse superflua”.
Lei crede che il Governo avrebbe potuto o dovuto fare di più o altrimenti?
“Ho già espresso il mio apprezzamento e il mio sostegno all’operato sia del ministro della Difesa che del ministro degli Esteri. Credo che abbiano fatto, nelle condizioni in cui si sono trovati, adeguatamente il loro dovere. Penso in concreto che il Parlamento, l’Italia e il Governo nel suo complesso, possano e debbano fare di più. E sarebbe dovere di ognuno che abbia idee in proposito metterle a disposizione anche rispondendo a quello che considero un serio appello del Presidente”.
In che modo?
“Dal canto mio, se il Presidente mi concederà cortesemente di incontrarlo per portargli i miei auguri per le festività pasquali, come da me richiesto, gli sottoporrò modestamente delle idee. Ho effettivamente una proposta da fargli, che credo sia valida e potrebbe essere importante. Ma proprio perché potrebbe essere importante, la sottoporrò al giudizio del Presidente Napolitano prima di farne comunicazione pubblica”.

“MINI NAJA CHE PASSIONE”

La Russa - mini naja

dall’Espresso del 22 marzo

E’ stato uno dei provvedimenti del ministro Ignazio La Russa più contestati: l’introduzione della “mini naja”, con corsi di addestramento militare riservati ai giovani. Un’iniziativa che aveva trovato il sostegno delle associazioni d’arma, prima far tutte quella degli alpini, ma aveva fatto storcere il naso a molti anche per il costo: venti milioni di euro in tre anni.
Adesso però il nuovo ministro, l’ammiraglio Giampaolo Di Paola, difende l’iniziativa sostenendo in Senato che la “mini naja” ai ragazzi italiani è piaciuta. In due anni sono stati 22.640 “a fronte dei 6.212 posti disponibili) i giovani fra i 18 ed i 30 anni che hanno chiesto di partecipare alla vita di caserma, con lezioni di marcia e di tiro per i nostalgici della leva.
Nel 2010, ha spiegato Di Paola, le domande sono state 8.250 per 1.800 posti disponibili, mentre, nel 2011, le richieste sono state ben 14.390 a fronte di 4.412 posti. Una valutazione globale degli effetti del servizio militare in pillole non c’è. Tuttavia, sostiene il ministro, dai questionari di fine corso emergono risultati positivi

“IL COLOSSEO SI ILLUMINA PER MASSIMILIANO LATORRE E SALVATORE GIRONE”

marocoloss


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Da Agenzie Stampa

Un tricolore che sventola, la scritta “Salviamo i nostri marò” e la firma di Roma Capitale. Il Colosseo si illumina in via straordinaria per chiedere l’immediata liberazione dei due marò detenuti in India, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. A dare il via alla scritta proiettata all’anfiteatro Flavio è stato il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, insieme alla moglie Isabella Rauti, al promotore dell’iniziativa il segretario de La Destra Francesco Storace, e agli ex ministri della Gioventù e della Difesa, Giorgia Meloni e Ignazio La Russa. Tutti indossavano un fiocco giallo, simbolo scelto dalla Marina Militare per tenere alta l’attenzione del Paese sulla vicenda.
La Russa: ”Complimenti a Storace ed Alemanno, questa iniziativa di ulteriore solidarietà va nella giusta direzione che avevo indicato per manifestare il sentimento della comunità internazionale che vuole che i marò tornino in Italia per essere giudicati qui. Una nota di colore: ho invitato Storace e Alemanno a scambiarsi un gesto di cordialità durante la cerimonia; questi miracoli li fanno solo i marò!”
Alemanno: ”Da alcuni giorni c’è la foto dei marò in Campidoglio, adesso c’è questa scritta al Colosseo. Tutti i principali simboli di Roma chiedono una sola cosa: salviamo i nostri marò. E’ nel cuore dell’Italia, è nel cuore di Roma”.
Storace:”Credo che Roma rappresenti mai come in questo momento un pezzo di cuore dell’Italia che soffre. Spero questo gesto possa aiutare a coltivare una speranza”.

“L’EMERGENZA NON E’ UNA GIUSTIFICAZIONE”

L’ex ministro britannico Liam Fox, il presidente del Cnt Mustafa Abdul-Jalil, e l’ex ministro della Difesa Ignazio La Russa durante un incontro a Tripoli

L’ex ministro britannico Liam Fox, il presidente del Cnt Mustafa Abdul-Jalil, e l’ex ministro della Difesa Ignazio La Russa durante un incontro a Tripoli

dall’intervista di F. Semprini su La Stampa dell’ 11 marzo

Onorevole Ignazio La Russa che ne pensa della vicenda nigeriana? “Mi spiace, ho già parlato”. Solo due battute? “No, non posso, mi sono impegnato”. Ci dica solo se gli in inglesi non ci rispettano abbastanza? “A me risulta solo rispetto”. E quindi? “Ancora, su non insistete”.
E allora parlaimo di lei e di come erano i suoi rapporti con Liam Fox, l’ex capo della Difesa di Sua Maestà…
“Bhe ottimi. Forse col suo successore Philip Hammond è cambiato qualcosa, c’è stato un allentamento nella comunicazione con noi”.
Quindi una dèfaillance tutta britannica?
“Con Fox e con il suo predecessore abbiamo avuto un’intesa molto forte, simile a quella che abbiamo con gli americani, che non si perde nel giro di tre mesi perché al posto di Berlusconi c’è Monti. Non può essere questione di prestigio che invece da loro ci è riconosciuto e che deriva dal nostro impegno nelle missioni militari internazionali e dalla qualità dei nostri soldati”.
Colpa senza dolo per gli apparati britannici quindi?
“Quando nell’ottobre 2011 una nave italiana, la Montecristo, fu attaccata dai pirati, concordai con il collega britannico che intervenissero gli inglesi perché erano più vicini e in cambio noi ci siamo fatti carico del trattamento dei prigionieri. La comunicazione fu perfetta prima durante e dopo l’operazione ed è proseguita quando Fox è voluto venire con me in Libia prima ancora che fosse proclamata la fine delle ostilità: rispettava moltissimo la nostra competenza, il nostro prestigio. Può darsi che essendo cambiato da poco anche il ministro inglese ci sia stato un allentamento di rapporti ma non è in discussione il prestigio italiano o la competenza dei ministri della Difesa e degli Esteri”. [Read more...]