“TURN OVER FORZE DELL’ORDINE: A RISCHIO SICUREZZA CITTADINI, SE NON CAMBIA VOTIAMO NO – SI’ ELECTION DAY”

Dall’intervista di C. Ter su Il Messaggero del 15 novembre


Raccontano che lei sarebbe favorevole all’election day, ma anticipato a dicembre. Sta pensando di far cadere il governo?

“Se il governo tira troppo la corda, c’è rischio  che si voti davvero in anticipo per le politiche , le regionali e le comunali. Siamo stanchi dell’insensibilità dei tecnici verso la politica we verso i cittadini”.
Perché sarebbero insensibili?
“Perché decidono senza consultare né i partiti di maggioranza né quelli di opposizione. In compenso, accontentano in tutto il Pd. E’ un modo che segna la loro distanza dalla gente comune e dalla politica. Ci rendono il percorso delle primarie molto accidentato. E anche la data scelta per le regionali, il 10 febbraio, è un errore perché Milano si svuota per il carnevale ambrosiano”. [Read more…]

“INTERPRETARE LA RIVOLUZIONE DEI NOSTRI SOSTENITORI – UNIRE GLI ELETTORI, NON LE SIGLE”

”E’ in atto una grande rivoluzione all’interno dell’area dei nostri elettori che dobbiamo essere capaci di interpretare. Noi non vogliamo fare un ragionamento di sigle, paghiamo il tributo del nostro appoggio a Monti. Sapevamo che così avremmo perso l’alleanza con la Lega e non avremmo guadagnato l’intesa con Casini che vuole avere le mani libere. Non dobbiamo unire Lega-Udc-Pdl ma dobbiamo trovare il comune denominatore di chi si oppone a quelli che oggi possono cantare vittoria.
Ragioniamo sul voto a Parma: il candidato di sinistra ha preso gli stessi voti del primo turno, vuol dire che ha fatto ‘il pieno’ del voto di centro-sinistra, Pizzarotti invece ha aumentato. E con quali voti? Con chi non era al ballottaggio, con la gente di centro-destra. Credo che il programma sia stato poco influente in questa seconda tornata, anzi zero influente. Il programma avrà influito al primo turno.
Credo che il dato significativo è che la gente di centro-destra non vuol votare a sinistra. In definitiva il movimento di Grillo a livello nazionale, sommando tutti i voti al primo turno, sapete quanti voti ha preso? 170.000. Il dato per me importante è che l’elettorato di centro destra non ha votato per la sinistra. Basta guardare i risultati: Casini non è aumentato di un voto, il Fli non ne parliamo, la sinistra ha perso voti, hanno vinto anzi quelli che appoggiava l’estrema sinistra nelle città più importanti.
Il nostro elettorato ci ha dato un segnale grande, potente. Ci ha detto o cambiate in qualche modo o offrite una prospettiva nuova o noi non vi votiamo ma, nel frattempo non vi abbandoniamo, andiamo verso l’astensionismo e nel ballottaggio, se siamo costretti a scegliere, quelli che vanno a votare, votano quanto c’è più di lontano dalla sinistra. Il che mi conforta nel dire che noi dobbiamo preparare, e lo stiamo preparando, un progetto nuovo ma basato su quella che è la logica dell’esistenza del Popolo della Libertà, cioè la capacità di unire non i partiti di centro destra ma gli elettori alternativi alla sinistra, poi vediamo aggregati come.
Ma sicuramente il nostro target non può essere quello della semplice, perdurante, immancabile responsabilità che ci fa appoggiare magari in prospettiva di un governo tecnico o cose del genere”.

“CON NOI AL GOVERNO, BASTA TASSE SU PRIMA CASA – ANCHE I TECNICI SBAGLIANO, LEALI CON MONTI MA NON COMPLICI DI SCELTE SBAGLIATE – ALFANO NON E’ IN DISCUSSIONE”

La manifestazione dei sindaci Pdl tenutasi il 12 maggio a Monza

Da Agenzie Stampa

“Bisogna lavorare sull’Imu e impegnarci affinché nei prossimi anni non venga più pagata. Rivendico con orgoglio la scelta del governo Berlusconi di cancellare l’Ici sulla prima casa: quando torneremo al governo, la prima cosa che faremo sarà abolire le tasse sulla prima casa.
Speravamo e speriamo che si possa arrivare a riforme condivise necessarie per risollevare il sistema Italia, ma questo non significa che dobbiamo essere acritici. Questo è un ruolo che lasciamo a Casini. Abbiamo invece il dovere di valutare qualsiasi provvedimento perché anche i tecnici possono sbagliare.
E’ importante che ci siano un’opposizione e una maggioranza in una democrazia. Noi abbiamo ritenuto che fosse giusto fare una parentesi, accantonando una polemica preventiva che ha caratterizzato il governo Berlusconi. Questo ci è costato tantissimo, prima con l’alleanza con la Lega e poi con il risultato elettorale. Non abbiamo intenzione di votare a ottobre, vogliamo essere leali ma abbiamo il dovere di cercare prima di migliorare i provvedimenti presi dal governo Monti e se non vengono migliorati, il dovere di non essere complici con iniziative che vanno nella direzione opposta rispetto ad aiutare gli italiani ad uscire dalla crisi. E su questo siamo tutti d’accordo! [Read more…]

“ADESSO ASCOLTIAMO I NOSTRI ELETTORI”

dall’intervista di M. Corso sul Secolo d’Italia del 9 maggio

“Una premessa: mai più un partito con la natura di quello di Grillo avrà un’occasione così ghiotta come questa, data la pregiudiziale antipolitica e il momento di voto in libera uscita, nonché l’assenza di un governo politico. Era un’occasione d’oro perché andasse un po’ meglio del dato nazionale, che si aggira attorno al 5%”. Ignazio La Russa, coordinatore del Pdl, non si scompone per il risultato del “tribuno”. Né crede che il tema della “punizione” ai partiti della maggioranza sia stato quello della riforma del finanziamento ai partiti.
Quello del rimborso resta però uno dei temi coi quali si alimenta l’antipolitica.
“Non può essere stato questo il motivo discriminante. Le dico una cosa: già il governo Berlusconi aveva effettuato dei tagli a partire da questa legislatura e, in più, aveva presi posto un ulteriore taglio del 30% nella prossima. Abbiamo già fatto una legge, solo che non se ne è accorto nessuno”. [Read more…]

“IL NOSTRO ELETTORATO NON VUOLE IL PROFESSORE, ECCO IL PERCHE’ DI QUESTO RISULTATO – E’ GIA APPOGGIO ESTERNO AL GOVERNO, NON SAREMO COMPLICI DI ALTRI SBAGLI”

dall’intervista di C.L. su La Repubblica dell’8 maggio

. Quando nel tardo pomeriggio il quadro si fa appena più nitido, il coordinatore Ignazio la Russa tira le somme politiche di un test del quale il Pdl prova a minimizzare portata e significato.
Preferirebbe ritirare il sostegno al governo, on. La Russa?
“Non vogliamo dare alibi a chi lo sostiene acriticamente. D’altronde mancano pochi mesi, la differenza qual è? Attendere sei mesi anziché nove? Ormai ci siamo, non cambia molto, il voto alle porte. Anzi, preferiamo che Monti resti al suo posto e mi auguro che adotti d’ora in poi provvedimenti realmente necessari e che faciliti il percorso delle riforme”.
E’ l’ora del famoso sostegno esterno?
“Più esterno di così? Non abbiamo ministri. Ma certo non vogliamo più essere complici di scelte sbagliate. Lo abbiamo fatto per sei mesi buoni. Sull’Imu come sulla riforma del lavoro la pensiamo diversamente e d’ora in poi staremo più attenti nel valutare i singoli provvedimenti”. [Read more…]