“UNIRE IL CENTRODESTRA, RICONQUISTARE LA FIDUCIA DEGLI ELETTORI – LOMBARDIA: NO AMBIGUITA’, SENZA ACCORDO MEGLIO VOTARE SUBITO – MARO’: DIGNITA’ NAZIONALE AVANTI A TUTTO”

Alfano, Formigoni, Maroni alla manifestazione di Saint Vincente

da Agenzie Stampa del 13 e 14 ottobre

 ”Il Pdl deve prepararsi a riconquistare la fiducia dell’elettore. Dobbiamo costruire un percorso per riconquistare quegli elettori che non sono andati da un’altra parte. Bisogna unire il centrodestra ovvero tutti coloro che sono alternativi al centrosinistra, per costruire un’Italia che sia protagonista anche in Europa. Per unire il centrodestra ci vuole buon senso ma soprattutto la volontà di anteporre gli interessi nazionali ai propri. Più che di unione dei moderati preferisco parlare di unire il centrodestra, dove vedo dentro anche la Lega, ovvero tutti quelli che sono alternativi alla sinistra. Bisogna costruire un percorso per riconquistare la fiducia degli elettori. A me non piace che si discuta di quel 16-20% che i sondaggi ci attribuiscono. Noi dobbiamo costruire un percorso che faccia riconquistare al Pdl la fiducia di tanti elettori che non sono andati in altre case, che sono fuori dall’uscio, ma se sappiamo convincerli sono pronti a ricostruire un’alternativa valida a una sinistra che altrimenti avrebbe vita facile. E’ necessario ritornare alla passione dell’impegno politico, il vero rinnovamento deve essere quello di aprire le porte in politica, a partire dai giovani, a coloro che la intendono come un qualcosa che si sente dentro e che bisogna trasformare in fatti concreti. Se invece qualcuno la intende come un’occasione per sbarcare il lunario o allargare il proprio prestigio personale, i frutti sono negativi, come possiamo vedere in questo periodo. [Read more...]

“PUNTIAMO A RICOSTRUIRE IL CENTRODESTRA CON CASINI; HO GRANDE FIDUCIA NELLA CAPACITA’ DI SINTESI DI ALFANO”

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Dall’intervista di Daniele Riosa su Affaritaliani.it del 27 dicembre[…] E’ recuperabile l’alleanza tra il Pdl e la Lega?
“L’intesa tra Pdl-Lega c’è ancora sul territorio. E quindi, finché c’è sul territorio non si può escludere che ci sia a tutti i livelli. Anche perché la prima occasione di verifica che avremo saranno le Amministrative di primavera”.
Che cosa bisognerà fare in vista di questa scadenza elettorale?
“Bisognerà discutere con la Lega tenendo presente che l’unica cosa che non sarà possibile è che il Pdl si allei col Carroccio solo dove ci sono candidati leghisti.  Se ci sarà una condizione di reciprocità andremo insieme, altrimenti andremo ognuno per i fatti propri. Ma non c’è motivo che questa alleanza non ci sia: abbiamo governato insieme, governiamo insieme sul territorio e anche a livello nazionale su alcuni provvedimenti del governo la differenza è più formale che sostanziale”.
Sarebbe a dire?
“A nessuno dei due partiti è piaciuta l’introduzione dell’Imu sulla prima casa. Solo che noi per responsabilità sappiamo che questo governo ci doveva essere: altrimenti tutte le falsità sull’esecutivo Berlusconi non avrebbero mai avuto smentita. La Lega fa più propaganda e cavalca il no a Monti come fa di Pietro. Ma questo di per sè non impedisce una riedizione dell’alleanza, anche se noi giustamente puntiamo a ricostituire il Centrodestra con Casini”.
Proprio  a questo proposito si parla di un Pdl diviso tra sudisti e nordisti. Con i primi più propensi a un’intesa col Terzo Polo e i secondi con la Lega…
“Chi ha la mia storia non può non volere un Pdl nazionale. Io aborro tutti quelli che pensano a un Pdl a pezzi: o hanno una formazione culturale diversa dalla mia o non hanno ben chiara la situazione. Il Pdl è un partito nazionale, così come lo erano Fli e An. Poi è chiaro che ci possano essere politiche più adatte per il Nord e altre più adatte per il Sud, ma la forza di un partito sta nel trovare la sintesi”.
Si parla anche di uno scontro tra Alfano e Formigoni…
“Ho grande fiducia nella capacità di sintesi di Alfano. Questo lo dico senza nulla togliere a Formigoni che è un esponente di primissimo piano al Nord”.

“LAVORO CON ALFANO, POI ALLE PRIMARIE SCEGLIERO’”.

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Dall’intervista di N. Lombardo su L’Unità del 22 dicembre

Buona sera, siamo qui, al partito”. Ignazio La Russa, ex ministro della Difesa, è tornato nei panni del “colonnello” di partito, il ruolo che gli si confà di più.
Cosa succede nel Pdl? Ci sono molte anime…Ma quali anime, stiamo avendo un momento di crescita. Quando le cose vanno bene i partiti a volte sono un impiccio, diciamolo…perché c’è il leader che tira, il governo che trascina voti, c’è il carro del vincitore che avanza e tutti vogliono salirci sopra. Quando il vento soffia in faccia come ora, all’Italia ma anche al Pdl, una struttura di partito presente sul territorio e persone che fanno politica con la P maiuscola per passione, fanno la differenza in positivo. Stiamo cercando di costruire un partito così, e il minimo che può capitare è un dibattito interno. Insomma, quando non c’era il dibattito era un partito di plastica, se c’è è un partito diviso. Le “fibrillazioni” sono il riflesso del fatto che si sta formando una squadra con a capo Angelino Alfano, assieme a Berlusconi, ma con un orizzonte assai più lungo di quello della vita di un leader.”.
Sembra sollevato dal fatto che non ci sia più un leader e delle stesse dimissioni di Berlusconi, no?
“Non è che in An o nel Msi non ci fossero figure che accentravano posizioni di comando, Almirante e lo stesso Fini. Adesso serve un partito reale: il Pdl non c’era, lo stiamo costruendo accelerando i tempi e la prova sono i congressi per eleggere i coordinamenti provinciali entro febbraio, a marzo quelli comunali”.
Si è parlato della sua alleanza con Formigoni. Nasce un asse del nord?
“Ne ha parlato soprattutto L’Unità… Sono un uomo del nord e del sud, sono un “ponte” e ripudio l’idea di due partiti nord-sud. Opero in Lombardia e apprezzo il Governatore, ma sono stato tra i primi fautori di Alfano come capo del partito”.
Ha paura che nel Pdl si dica che ha creato la “corrente” con Formigoni?
“Paura? No. Con Formigoni, il più quotato esponente del nord, io vedo il “ponte” per una squadra unica, non lo ritengo un’alternativa a Alfano, voglio creare una sinergia fra loro da qui nasce l’equivoco”.
Che farà quando Formigoni si candiderà alle primarie con Alfano?
“Sceglierò. Fino ad allora lavoro perché il presidente della Lombardia e Alfano, al quale sono più vicino, siano nella stessa squadra”.
Sarebbe giusto che Berlusconi si candidasse come premier?
“Ha scelto lui di non farlo, e vedo tanti lati positivi in un suo ruolo di regista o pigmalione di un nuovo partito che, con Alfano e una nuova classe dirigente, si candidi alle elezioni. Sarei stato in imbarazzo a giudicare un bene o un male una sua candidatura”.
E lei, correrà alle primarie?
“A capo del partito? Non ci penso proprio. Io e Gasparri abbiamo un buon rapporto con Formigoni e con Alfano perché crediamo che il Pdl non possa avere tra le fibrillazioni anche un uomo che, con la nostra storia, si candidi alla guida del Pdl”.
Per esempio Alemanno?
“Alemanno? Non so, parlo di me. Però voglio dire una cosa a Frattini, che ogni tanto si lascia andare a dire:”sono gli ex An che vogliono andare a votare…”. Per fortuna Alfano l’ha detto: piantiamola con questa storia degli ex An, si dicano le cose alle persone, a Matteoli o a La Russa, perché ormai siamo una cosa nuova, non la somma di due cose vecchie”.

LA RUSSA: NON BASTA QUALCHE SCONTENTO PER APRIRE LA CRISI: “Claudio si ricordi di Fini, una cena non fa un partito”.

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Dall’articolo di A.D’A. su La Repubblica del 10 ottobre


Ministro La Russa, tra fondisti e malpancisti la febbre nel Pdl è alta. E’ preoccupato?
No, quello dei malpancisti è un termine coniato dai giornali. In realtà nel partito non c’è un’area di dissenso perché ognuno degli scontenti ha posizioni diverse da quelle degli altri e per questo non cumulabili”.
Il Governo ha la forza di andare avanti?
Sì e se qualcuno pensa diversamente lo dica chiaramente”.
Scajola, Pisanu e Formigoni lo stanno facendo.
Escludo che Formigoni voglia creare problemi e smentisco che sia in contrasto con Alfano o con il Governo, la sua fedeltà a Berlusconi è indubbia”.
Scajola e Pisanu chiedono le dimissioni del premier.
Hanno posizioni diverse. Di Pisanu so poco perché da tempo si è emarginato dalla vita del partito. Scajola, invece, qualche ragione di lamentarsi ce l’ha visto che si è dimesso da ministro per una vicenda non esaltante ma che non ha avuto riflessi penali. Se quindi si muove perché si sente sottovalutato lo capisco, ma non credo che voglia usare il fisiologico scontento di qualche deputato per far cadere il Governo. Per questo auspico che Alfano recuperi il rapporto personale con lui. E non lo dico perché rappresenta un folto gruppo parlamentare – il che è tutto da vedere – ma perché è un pezzo della nostra storia”.
Intende dire che Scajola non ha i numeri per far cadere Berlusconi?
I numeri di una cena non si riflettono automaticamente in gruppo parlamentare. Comunque non credo che questo sia il suo obiettivo, non penso voglia essere il Bruto di Berlusconi. E poi ricordiamo tutti quanto successo a Fini, che oltre tutto era il leader della destra: alla fine con lui è rimasto solo il 20% di An”.
Eppure fino a quando Berlusconi non farà un passo indietro niente Udc.
Quella di ampliare la maggioranza è una eventualità che desideriamo, non una necessità per questa legislatura. Quando sarà il momento vedremo”.
Quindi prima delle elezioni: saranno nel 2012 o nel 2013?
Vogliamo andare avanti fino al 2013 e una crisi di Governo sarebbe un regalo alla speculazione internazionale. Per questo chiedo che la maggioranza faccia bene il suo lavoro e che l’opposizione sia costruttiva”.
Si parla di ex “colonnelli” spiazzati in un Pdl in cui molti si smarcano e con Berlusconi che potrebbe puntare a una lista tutta sua.
Non mi sono mai sentito così al centro della vita del Pdl con una totale osmosi tra noi e gli altri dirigenti. E poi Berlusconi ha compreso che per noi la lealtà è un valore assoluto”.