A proposito di Monti e Grillo

L’attuale scena politica è imbarazzante. Penso a Monti. Per un anno intero il senatore a vita ha dichiarato che la politica lo affaticava, lo annoiava; paragonandosi a Cincinnato ha ripetuto per mesi che, una volta terminato il suo compito, voleva tornare ai suoi studi. Alla famiglia. Nulla di male.

Poi “qualcosa” è cambiato. Improvvisamente, dopo essersi inventato un “non partito”, il nostro Cincinnato mancato ha stretto alleanze improbabili con Fini e Casini e oggi corre per Palazzo Chigi. Non mi pare il massimo del cambiamento e della coerenza. Anzi. Temo che il professore ripercorra una strada già vecchia. Prima torna ai suoi libri meglio è per tutti.

E poi c’è Grillo. Un personaggio intelligente quanto cinico. L’uomo ha colto i ritardi e le contraddizioni del momento e ha costruito un movimento virtuale, in cui s’intrecciano tratti messianici, proteste sacrosante e terribili “ingenuità”. Il movimento grillino è uno strano amalgama —  fatto di sentimenti contradditori, pulsioni d’ogni tipo, sub culture, rancori più o meno giustificati — che Grillo e il ristretto comitato dei suoi amici controllano in modo ferreo e non trasparente. Le recenti polemiche interne ai grillini in Emilia (e non solo) confermano i limiti dei 5 stelle e l’assenza di progettualità e soluzioni praticabili.

La Politica — quella con la P maiuscola — è cosa diversa. È passione, fatica, confronto, progetti. Sogni e realtà.

Ignazio La Russa

“FASCISTA? PER ME E’ UN COMPLIMENTO – LO DISSERO ANCHE A MONTANELLI !”

Dall’intervista di P. Bracalini su Il Giornale del 28 agosto

‘Fascista!’, epiteto che La Russa, nei suo decenni di militanza prima Msi poi An quindi Pdl, ha sentito spesso (“Prima, però, ora sempre meno”), stavolta non arriva al solito indirizzo ma a quello di Beppe Grillo e al suo movimento Cinque Stelle, anche se dal mittente tradizionale. Qualche consiglio, da veterano, a Grillo? “Gli direi di rispondere così a Bersani: ‘Piano con i complimenti’”.
Onorevole, ‘fascista’ un complimento…
“Perché è in ottima compagnia. La sinistra ha dato del fascista ai partigiani bianchi, ai liberali, persino ad alcuni socialisti, tutti quelli che non stavano dalla loro parte. Diede del fascista anche a Indro Montanelli. Prima che le Brigate Rosse gli sparassero alle gambe, la sinistra parlamentare scatenò una campagna politica contro Montanelli a colpi di ‘dagli al fascista’. Quindi a Grillo hann fatto un complimento. Quando non sanno cosa dire o temono qualcuno, gli danno del ‘fascista’”. [Read more…]

SE NON CI VOGLIONO, PRONTI A USCIRE

dall’intervista di A. Gentili su Il Messaggero del 24 maggio

On. La Russa, come è andata la riunione con Berlusconi? E’ vero che vuole azzerare il Pdl?
“Ha già risposto Angelino Alfano: c’è chi vuole avvelenare i pozzi. Nella riunione si è parlato del paese, dei problemi dei cittadini. Non si è certo discusso della fine del partito”.
Però il Cavaliere sembra sedotto dal modello grillino. Avrebbe detto che dovete imparare da Grillo, dal suo entusiasmo.
“Non credo che per l’entusiasmo dobbiamo imparare da Grillo. Faccio politica da tanto tempo e ho ancora l’entusiasmo dell’inizio: Grillo non ha inventato nulla, ha solo utilizzato al meglio il web in un momento a lui favorevole”.
C’è chi sostiene che le vecchie facce come la sua non funzionano più. A cominciare dalla tv.
“Non so. C’è chi dice l’opposto e mi sollecita a una maggiore visibilità. Sono più importanti i contenuti, le idee, l’entusiasmo e la capacità, che le facce belle e nuove. Anche il Movimento 5 Stelle non si basa solo sui giovani, ma sulla leadership di Grillo: senza Grillo non ci sarebbero i grillini”. [Read more…]

“INTERPRETARE LA RIVOLUZIONE DEI NOSTRI SOSTENITORI – UNIRE GLI ELETTORI, NON LE SIGLE”

”E’ in atto una grande rivoluzione all’interno dell’area dei nostri elettori che dobbiamo essere capaci di interpretare. Noi non vogliamo fare un ragionamento di sigle, paghiamo il tributo del nostro appoggio a Monti. Sapevamo che così avremmo perso l’alleanza con la Lega e non avremmo guadagnato l’intesa con Casini che vuole avere le mani libere. Non dobbiamo unire Lega-Udc-Pdl ma dobbiamo trovare il comune denominatore di chi si oppone a quelli che oggi possono cantare vittoria.
Ragioniamo sul voto a Parma: il candidato di sinistra ha preso gli stessi voti del primo turno, vuol dire che ha fatto ‘il pieno’ del voto di centro-sinistra, Pizzarotti invece ha aumentato. E con quali voti? Con chi non era al ballottaggio, con la gente di centro-destra. Credo che il programma sia stato poco influente in questa seconda tornata, anzi zero influente. Il programma avrà influito al primo turno.
Credo che il dato significativo è che la gente di centro-destra non vuol votare a sinistra. In definitiva il movimento di Grillo a livello nazionale, sommando tutti i voti al primo turno, sapete quanti voti ha preso? 170.000. Il dato per me importante è che l’elettorato di centro destra non ha votato per la sinistra. Basta guardare i risultati: Casini non è aumentato di un voto, il Fli non ne parliamo, la sinistra ha perso voti, hanno vinto anzi quelli che appoggiava l’estrema sinistra nelle città più importanti.
Il nostro elettorato ci ha dato un segnale grande, potente. Ci ha detto o cambiate in qualche modo o offrite una prospettiva nuova o noi non vi votiamo ma, nel frattempo non vi abbandoniamo, andiamo verso l’astensionismo e nel ballottaggio, se siamo costretti a scegliere, quelli che vanno a votare, votano quanto c’è più di lontano dalla sinistra. Il che mi conforta nel dire che noi dobbiamo preparare, e lo stiamo preparando, un progetto nuovo ma basato su quella che è la logica dell’esistenza del Popolo della Libertà, cioè la capacità di unire non i partiti di centro destra ma gli elettori alternativi alla sinistra, poi vediamo aggregati come.
Ma sicuramente il nostro target non può essere quello della semplice, perdurante, immancabile responsabilità che ci fa appoggiare magari in prospettiva di un governo tecnico o cose del genere”.

“IL NOSTRO ELETTORATO NON VUOLE IL PROFESSORE, ECCO IL PERCHE’ DI QUESTO RISULTATO – E’ GIA APPOGGIO ESTERNO AL GOVERNO, NON SAREMO COMPLICI DI ALTRI SBAGLI”

dall’intervista di C.L. su La Repubblica dell’8 maggio

. Quando nel tardo pomeriggio il quadro si fa appena più nitido, il coordinatore Ignazio la Russa tira le somme politiche di un test del quale il Pdl prova a minimizzare portata e significato.
Preferirebbe ritirare il sostegno al governo, on. La Russa?
“Non vogliamo dare alibi a chi lo sostiene acriticamente. D’altronde mancano pochi mesi, la differenza qual è? Attendere sei mesi anziché nove? Ormai ci siamo, non cambia molto, il voto alle porte. Anzi, preferiamo che Monti resti al suo posto e mi auguro che adotti d’ora in poi provvedimenti realmente necessari e che faciliti il percorso delle riforme”.
E’ l’ora del famoso sostegno esterno?
“Più esterno di così? Non abbiamo ministri. Ma certo non vogliamo più essere complici di scelte sbagliate. Lo abbiamo fatto per sei mesi buoni. Sull’Imu come sulla riforma del lavoro la pensiamo diversamente e d’ora in poi staremo più attenti nel valutare i singoli provvedimenti”. [Read more…]