A proposito del 2 giugno, dello Ius Soli e adozioni gay. La mia intervista a “Il Giornale”

Ignazio La Russa, cofondatore di Fratelli d’Italia siete la mosca bianca della politica: crollano tutti tranne voi. Perché?

«Alle politiche di marzo siamo stati sottostimati. E poi eravamo nati da troppo poco tempo: 40 giorni».

Solo una questione di maggiore visibilità?
«No. Abbiamo aumentato i consensi perché ci stiamo radicando sul territorio con passione ma soprattutto umiltà, visto che di mezzi ne abbiamo ben pochi».

Le dimensioni del vostro successo?
«A Roma, col 6%, abbiamo triplicato il consenso.Idem in Campania. Altrove è raddoppiato. Penso a Viterbo, Isernia, Lodi, Sulmona».

Merito di essere una forza anti-includo?
«La gente ha forti perplessità sulle larghe intese. Attenzione: non siamo pregiudizialmente contro il governo ma non diamo la fiducia al buio a un esecutivo retto col Pd».

Non vi convince la grossa coalizione?
«Siamo coerenti con quanto abbiamo sempre detto: mai più un governo tecnico; basta abbracci con la sinistra».

Mai stati tentati di starci?
«Di proposte ne abbiamo avute eccome. Circolavano sms che davano già Crosetto ministro ma non ci interessano le poltrone. Altrimenti saremmo rimasti nel Pdl».

Cosa non vi convince del governo Letta?
«Il rischio che vivacchi con accordi al ribasso. Prenda le mozioni di mercoledì sulle riforme. Noi ci siamo astenuti ma diciamo che il governo s’è accontentato di una mozione burocratica. Non c’è una sola indicazione sui principi ispiratori come il presidenzialismo o il limite massimo alle tasse fissato in Costituzione. Nulla pure sulla legge elettorale».

Insomma, si decide di non decidere?
«Il rischio è quello. Il tutto per non dare fastidio all’alleato. Le faccio un altro piccolo esempio. Il 2 giugno è la festa della Repubblica».

E allora?
«Si festeggerà quasi vergognandosi, senza che si alzino in volo le Frecce tricolori. E non si dica che è per risparmiare perché le Frecce costano zero, visto che in settimana volerebbero per addestramento. Su questo il Pdl ha ceduto alla cultura sessantottina e antimilitarista».

Tra voi e il Pdl ci sono più elementi che vi dividono o che vi uniscono?

«Che ci uniscono: per questo siamo alleati. Ma noi siamo più intransigenti su certi temi».

Dica.
«Su forme di democrazia interna; su regole più severe per le candidature; sulle priorità che per noi restano la sicurezza, la tutela della famiglia, il rispetto per gli ultimi. Per tutti noi, ius soli e adozioni per le coppie gay non dovranno mai passare. Nel Pdl qualcuno la pensa in maniera diversa».

Rimpianti per non aver strappato la candidatura a sindaco di Roma di Giorgia Meloni?
«Non l’abbiamo cercata. Scherzando dico che forse Giorgia aveva troppa paura di vincere. Comunque Alemanno ha lavorato bene e non sarebbe stato giusto non riconoscere i suoi meriti. Lo appoggiamo convintamente».

Crescete ma siete piccoli. Quanto vi farà male l’abolizione al finanziamento pubblico ai partiti?
«Ci basterebbe il rimborso delle spese effettivamente sostenute in campagna elettorale, che pure sono basse. Ma l’abolizione totale è ingiusta: farebbe politica solo chi è ricco».

Costituito alla Camera il gruppo parlamentare di Fratelli d’Italia

«Siamo soddisfatti che l’Ufficio di presidenza della Camera dei deputati abbia accolto la richiesta di costituzione del gruppo di Fratelli d’Italia, avanzata nel pieno rispetto dei requisiti regolamentari e che non comporta nessun aggravio di costi. Fratelli d’Italia è un movimento nuovo, che in meno di 40 giorni ha conquistato la fiducia di settecentomila italiani, ha ottenuto una propria rappresentanza parlamentare e si è ritagliato un ruolo importante nella realtà politica nazionale. Il gruppo Fratelli d’Italia porterà avanti il suo progetto di rinnovamento del centrodestra e della politica italiana».
È quanto dichiarano in una nota congiunta Giorgia Meloni, Ignazio La Russa e Guido Crosetto, fondatori di Fratelli d’Italia

A proposito delle polemiche sollevate dai Cinque Stelle, Ignazio ha aggiunto: «Il gruppo di Fratelli d’Italia non costa un euro in più alla Camera. Se poi ci si riferisce al segretario che per regolamento ci spetta e che dovrà andare ad integrare l’Ufficio di Presidenza, la soluzione è semplice: I “grillini” che tanto strepitano hanno tre componenti, un vicepresidente e due segretari. Basta, dunque, che uno di loro si dimetta. Fico — è il suggerimento di Ignazio — deve fare come il suo collega Di Battista (il cui intervento sul caso marò ho in parte apprezzato e applaudito) e studiare di più».

Secolo d’Italia/ Un primo sguardo sui risultati di Fratelli d’Italia

«Vero miracolo di Fratelli d’Italia: in 40 giorni più voti dell’Udc e di Ingroia (con Di Pietro), il 50% dei voti della Lega. Di Fini non ne parliamo…». Questo il commento su Twitter di Ignazio La Russa, fondatore insieme a Giorgia Meloni e Guido Crosetto della formazione che, a scrutinio in corso, su 29611 sezioni esaminate su un totale di 61446, registra un dato pari all’1,9. Un risultato letto in controluce alla debacle del “centrino” di Fini e Casini, e della sostanziale sconfitta di Mario Monti, secondo quanto ricostruito da La Russa stesso ai microfoni del Tg3, «l’uomo che ha mancato di parola agli italiani candidandosi alle politiche». Dal canto suo, nella lettura degli esiti elettorali provvisori, Crosetto pone invece l’accento sull’esordio boom di Grillo, abile nel convogliare delusione e stanchezza degli elettori, tradotti in voti. «Sta accadendo quello che si sentiva – ha commentato Crosetto –; il boom di Grillo si spiega con il fatto di essere stato l’alveo in cui si è fermata la rabbia della gente, che è tanta». A proporre una prima analisi dei risultati parziali che si aggiornano di minuto in minuto anche Giampiero Cannella, candidato alla Camera per Fratelli d’Italia, che ha sottolineanto come «la nostra formazione, nata il 22 dicembre, in poco tempo e con scarsi mezzi, è riuscita a porsi all’attenzione degli elettori. È un buon inizio. Noi abbiamo scelto – aggiunge – di fare un partito che offre agli elettori un’opzione diversa, coprendo lo spazio politico che era di Alleanza nazionale. E mi sembra che l’operazione ha funzionato». Un inizio che al di là del dato nazionale provvisorio ha registrato anche exploit degni di nota, come il 2,6% strappato nella rossa Firenze, città di Matteo Renzi, o come il 2,8 ottenuto nel Lazio, e il 4,3 in Campania.

 

Priscilla del Ninno, Secolo d’Italia 27 febbraio

La mia intervista al Giornale/ “Lo Stato restituisca l’Imu in Bot “

2012-12-russa3Vi propongo la mia intervista su Il Giornale di oggi. Cosa ne pensate?  Mandatemi un commento, un’opinione, dei materiali.

Roma – Ignazio La Russa, cofondatore di Fratelli d’Italia, vuole restituire l’Imu. Come si può fare?

«È chiaro: lo Stato ha incassato con l’Imu sulla prima casa 4 miliardi e il governo li ha prestati al Monte dei Paschi. Bene: li restituisca ai cittadini in Bot».

Non soldi ma titoli di Stato?
«Sì, così non potranno usare la scusa che non ci sono soldi. Sarà un’emissione speciale a 10 anni, con valore nominale basso e cedola bloccata anche inferiore al 2%, per chiedere scusa di aver prestato i soldi a una banca che ha fatto a dir poco pasticci».
Obiezione: chi paga?
«Questo è il meglio della mia proposta illustrata a Meloni e Crosetto: il MpS con gli interessi al 9% che deve allo Stato per quel prestito che non meritava. E così gli italiani potranno rientrare di quanto pagato sulla casa. Sfido Monti: lo faccia subito. E sfido amichevolmente pure Berlusconi».
Berlusconi?
«Sì, cavalchi la nostra proposta senza se e senza ma».
«Una trasparenza più netta: noi, per statuto, non candidiamo condannati neppure in primo grado».
Poi?
«Offriamo certezze. Noi diciamo “Mai con la sinistra” e “Mai con Monti”. Berlusconi ha oscillato: prima l’ha voluto, poi osteggiato, quindi gli ha offerto la guida dei moderati, ora lo boccia in toto».
Altra differenza: non è che voi, ex An, siete più statalisti?
«No, tra i fondatori c’è Crosetto che più liberale non si può. Idem il nostro responsabile economico, Adriano Teso».
Ora c’è il coro: bisogna tagliare il debito. Lei è stato per anni ministro della Difesa. Lì si può tagliare ancora?
«Sì, si può tagliare ancora. Io, per esempio, ho ridotto la flotta degli aerei Eurofighters da 120 a 90. È che purtroppo quando compriamo dei beni spesso pensiamo più a quanto serve all’azienda che li produce che non a quanto serve allo Stato».
Elezioni alle porte: se si pareggia?
«Non staremo in alcun governo del pareggio, tecnico o della grande ammucchiata: questo è certo. Ma io penso di vincere: basta fare catenaccio».
Detto da interista come lei… È diventato sacchiano: tutti all’attacco?
(Ride) «Meglio mourinhiano: che quando perdeva metteva 4-5 attaccanti».
Attaccare su che fronte?
«In primis sul fisco: infatti oggi faremo un sit in davanti alla sede di Equitalia a Roma».

 

Francesco Cramer – Il Giornale 31 gennaio

Elezioni: Fratelli d’Italia a Napolitano “Tutelare Par Condicio”

napolitano“Abbiamo scritto al Presidente della Repubblica come garante della Costituzione e come unica Istituzione terza in questa strana campagna elettorale, per chiedergli un autorevole intervento nel tentativo di ripristinare condizioni di parita’ tra i partiti ed i candidati. Le norme in essere vengono applicate dalla Rai, da Sky, da Mediaset e dai principali quotidiani italiani senza alcun criterio democratico”.
E’ quanto dichiarano in una nota congiunta i fondatori di Fratelli d’Italia, Guido Crosetto, Ignazio La Russa e Giorgia Meloni.
”Viene data presenza ai leader delle coalizioni e poi ad personam ad alcuni personaggi – aggiunge – escludendo deliberatamente tutti gli altri. Per Monti parlano ogni giorno Casini e Fini come se fossero loro stessi candidati premier. Per la sinistra parla Vendola. Per Ingroia, che ha ormai piu’ spazio di tutti, parlano in dieci. Ed ai rappresentanti di questi schieramenti viene dato spazio singolo, senza contraddittorio con altri. E’ questo lo spirito della legge? E’ questo un modo serio di affrontare il confronto tra idee e proposte? Sky, Rai e Mediaset, ognuno per i suoi motivi, stanno censurando o cercando addirittura di nascondere alcuni partiti, tra cui Fratelli d’Italia. L’unica rete che con equilibrio sta dando spazio a tutti e’ La7. La situazione e’ ancora piu’ grave sui quotidiani, in primis il Corriere della Sera, che continuando con questa linea potrebbe aspirare a ricevere il finanziamento come organo di partito”.