Le politiche del rigore hanno fallito

«I dati sulla disoccupazione che l’Istat ci segnala sono da brivido: 11,7% e’ il dato peggiore da 21 anni. E per i giovani va anche peggio. Paghiamo la sottomissione a un europeismo freddo e burocratico che non tiene conto dei popoli. Dobbiamo immediatamente rivedere il rapporto con l’Europa. Le politiche del rigore hanno fallito. Inoltre, sempre l’Istat ci fa sapere che peggiora anche il rapporto deficit – Pil, quindi la tenuta dei conti era una balla di Monti».
Lo dichiara Ignazio La Russa, fondatore movimento Fratelli d’Italia-centrodestra nazionale.

Ilva, noi con i lavoratori

th«Sull’Ilva tutto si può fare, tranne far perdere il lavoro ai lavoratori». Lo ha detto Ignazio La Russa, capolista di Fratelli d’Italia in Puglia, spiegando in un incontro a Bari la posizione di Fratelli d’Italia sul lancinante dibattito sul futuro del siderurgico jonico. «L’Ilva è simbolo di un amore tradito e di troppe questioni inascoltate, ma nulla – ha concluso – può essere anteposto alle aspettative dei lavoratori di non perdere il pane per la propria famiglia».

“PDL RIFLETTA SU RAPPORTI CON ESECUTIVO”

da Agenzie Stampa

”Il Pdl si riunisca e rifletta sul rapporto che ha con il governo Monti. Non penso si debba togliergli la possibilità di continuare a vivere ma dobbiamo verificare i modi con cui rapportarci. Quanto successo infatti sui temi del lavoro e delle liberalizzazioni non può essere privo di effetti: non sulla vita o permanenza in vita del governo, ma sui rapporti. Come si dice, ‘patti chiari e amicizia lunga’. Per senso di responsabilità gli abbiamo consentito di nascere e gli stiamo consentendo di vivere ma i modi e i rapporti sono importanti. Sono rimasto molto sorpreso delle difficoltà del governo a mantenere equilibrio, simmetria e quindi dall’incapacità che ha avuto ad usare lo stesso metro di quando ha trattato le liberalizzazioni, per cui invece ha usato il decreto. Sulla materia del lavoro, il governo non è riuscito ad usare il decreto, e sappiamo tutti che il Ddl porterà tutto chissà come  chissà dove con il rischio di stravolgimento del testo.  Con le divergenze d’opinione emerse all’interno della compagine di governo sulla riforma, il governo tecnico si è messo a litigare al suo interno molto peggio di uno politico”.