Caso Marò/ Le dimissioni di Terzi, le responsabilità di Monti

th

“Si ricorra alla Ue, alla Nato,  all’Onu, perche’ ci sono gli argomenti giuridici perche’ la vicenda dei nostri maro’ ci veda protagonisti in quelle sedi”. Ma soprattutto  “si smetta di girare la faccia dall’altra parte e di far finta che e’ un problema che non ci interessa”. E’ l’invito e allo stesso tempo l’accusa che il deputato di Fratelli d’Italia Ignazio La Russa, ex ministro della Difesa, rivolge nei confronti del premier Mario monti, intervenendo nell’aula della Camera sul caso maro’, dopo le dimissioni annunciate dal ministro degli Esteri Giulio Terzi e la presa di distanza da questa decisione sottolineata dal ministro della Difesa Giampaolo Di  Paola.
“Si cominci a considerare il caso maro’ una questione prioritaria di dignita’ nazionale – sottolinea La Russa -. Finora, e’ stato considerato fin dall’inizio come una vertenza tecnico-giuridica, piena di sofismi, di interpretazioni. Questo governo si e’ rifiutato, nell’indifferenza generale dell’intero sistema Italia, con qualche eccezione, di considerarla una questione prioritaria di interesse nazionale e di dignita’ nazionale. Affrontarle il caso solo “in punta di diritto” non poteva che portare a questo disastro ed e’ per questo che ringrazio il ministro degli Esteri Terzi di aver scelto proprio il Parlamento per manifestare in maniera chiara la sua contrarieta’ all’atteggiamento con cui si e’ deciso ancora una volta di sacrificare i nostri due militari, rimandati come un pacco postale in India”.
La Russa ha anche riconosciuto gli sforzi del ministro della Difesa Di Paola. “Ma  non posso ringraziare il capo del governo Mario Monti – dichiara – che
aveva il dovere di considerare questa vicenda come un caso di cui  occuparsi non solo nei momenti di emergenza e di eccezionalita’ ma in ogni minuto. Ancora – accusa La Russa – non sappiamo chi ha dato l’ordine e ha costretto i nostri militari a dire ancora una volta  ‘obbedisco’ e a tornare nelle fauci di chi li tiene prigionieri, anche se in una prigione dorata”.

Le politiche del rigore hanno fallito

montilaqualunque

«I dati sulla disoccupazione che l’Istat ci segnala sono da brivido: 11,7% e’ il dato peggiore da 21 anni. E per i giovani va anche peggio. Paghiamo la sottomissione a un europeismo freddo e burocratico che non tiene conto dei popoli. Dobbiamo immediatamente rivedere il rapporto con l’Europa. Le politiche del rigore hanno fallito. Inoltre, sempre l’Istat ci fa sapere che peggiora anche il rapporto deficit – Pil, quindi la tenuta dei conti era una balla di Monti».
Lo dichiara Ignazio La Russa, fondatore movimento Fratelli d’Italia-centrodestra nazionale.

Elezioni/ Bersani è il vero sconfitto. Fratelli d’Italia? Abbiamo realizzato un miracolo

th-1

«Non c’è stata nessuna grande vittoria della sinistra, per di più Bersani e Monti escono ambedue sconfitti da questo confronto. In ogni caso non è un’ammucchiata che può rispondere ai problemi d’Italia». Lo ha detto Ignazio intervenendo a Sky Tg 24, in un primo commento sulle elezioni .

Sul movimento Cinque Stelle La Russa ha ribadito che «tocca ora ai grillini dimostrare, se ne sono capaci, di avere un progetto. Ad oggi il loro voto e’ piu’ un segnale di rifiuto che di proposta. Sono riusciti a raccogliere sentimenti diffusi fra gli italiani come, ad esempio, il desiderio di avere liste pulite sui cui anche noi di Fratelli d’Italia abbiamo cercato di dare un contributo”.

Per quanto riguarda il risultato della lista Fratelli d’Italia Ignazio ha sottolineato: «abbiamo realizzato un vero miracolo: nonostante la scarsa visibilità e i pochi mezzi in 40 giorni Fratelli d’Italia ha ottenuto il 50 per cento dei voti della Lega e ha raccolto più consensi dell’UDC e di Ingroia (con Di Pietro). Di Fini meglio non parlarne..»..

Il Giornale/ Monti corre dai marò che ha dimenticato per un anno in India

th-2

Vi segnalo questo bel pezzo di Riccardo Pelliccetti pubblicato oggi sul Giornale. Ancora una volta Mario Monti è riuscito a deludere gli italiani.

«Ai nostri marò possiamo solo dire «benvenuti». Un soggiorno di quattro settimane in patria è sempre meglio che marcire in India, dove sono stati illegalmente detenuti e affrontano processi senza fine in sfregio a leggi e convenzioni internazionali.

D’altronde, l’Italia di Monti non ha mai avuto il coraggio di alzare la voce né di fare serie pressioni su New Delhi o sugli alleati europei. Il governo dei tecnici ha scelto il basso profilo, le gimcane diplomatiche, le trattative sottobanco. Perché il clamore mediatico sulla vicenda, ha detto con rimprovero al nostro giornale, è controproducente. Chi striscia non inciampa, è sempre stato il motto di Monti e compagnia governante. Che, guarda caso, ieri ha abbandonato il basso profilo (mediatico) ed è corso all’aeroporto di Fiumicino assieme al ministro della Difesa per accogliere Massimiliano Latorre e Salvatore Girone.

Ah, che cosa si è disposti a fare per i flash dei fotografi e per le telecamere delle tv. Altro che loden, questa è vera eleganza: alla vigilia del voto, quale migliore spot per il premier che lo stringere la mano ai nostri sfortunati fucilieri di Marina? Il Monti style è inconfondibile: approfittare del proprio ruolo istituzionale per rimbalzare sui media nel giorno del silenzio elettorale. Per carità, non ha fatto proclami, non ce n’era bisogno. Contano le immagini.

Ci dica professor Monti, ma che cosa c’era da gongolare? L’India ha forse riconosciuto la giurisdizione italiana ed è terminata l’umiliante odissea dei marò? No, tutt’altro. È trascorso un anno e nulla è cambiato, a parte le licenze. I fucilieri di Marina restano in India, Paese che ha cominciato a prendere a calci l’Italia il 15 febbraio di un anno fa e che continua a farlo senza reazioni da parte del nostro governo. Caro Professore, ma lo sa che New Delhi continua a negare la giurisdizione italiana e che non intende rinunciare al processo contro i nostri due militari? E perché, durante questi lunghi e tormentati dodici mesi, non ha mai speso una parola per deplorare la condotta indiana? Se n’è bellamente infischiato della sorte dei nostri militari e dei riflessi nefasti sull’immagine del nostro Paese nel mondo. Lei e il suo governo avete trasformato una tragedia in farsa, facendo ingoiare rospi indigeribili a tutti gli italiani.

Ci ha raccontato che il credito internazionale dell’Italia era finalmente cresciuto grazie ai suoi interventi e al suo prestigio. Ma se godeva e gode di tanto favore nel mondo, spieghi agli italiani perché non ne ha consumato neppure una briciola per liberare i nostri marò. Lei e i suoi ministri continuate a imbellettare i permessi, rilasciati dalla caritatevole India a Girone e Latorre, come fossero strepitose vittorie.

Elogiate gli stessi giudici che non vogliono riconoscere la competenza della giustizia italiana e che compiono aberrazioni giuridiche contro dei cittadini italiani, anzi, contro dei militari mandati in missione proprio dal suo governo. Ma non avete un filo di dignità? No, ci mancherebbe, altrimenti avreste rinunciato allo strumentale benvenuto ai due marò.

Il nostro giornale, a differenza di lei, ha seguito giorno per giorno l’odissea dei nostri militari e, come tanti italiani, non ci facciamo incantare dalle immagini. Quello che conta sono i fatti e per ora uno solo è certo: il caso marò è stato una Caporetto.

Caro Monti, il gioco della politica è affascinante, lo comprendiamo, ma dopo essere stato sedotto, lei rischia di essere abbandonato. Dagli italiani».

 

di Riccardo Pelliccetti, Il Giornale 24 febbraio

Marò, una questione di dignità nazionale

th

th«Sulla vicenda dei marò in India al governo Monti faccio molti appunti: non ha saputo far diventare la vicenda non un fatto giuridico, ma una questione di dignità nazionale». Lo ha detto Ignazio La Russa, leader di Fratelli d’Italia in una conferenza stampa a Bari. «Riportarli a casa doveva essere una priorità. Il governo – ha proseguito l’ex ministro della Difesa – avrebbe dovuto minacciare l’uscita dell’Italia dalle missioni internazionali; così come non andavano sottoscritti gli accordi commerciali con l’India, firmati proprio in questo periodo».

«Il motivo del comportamento del governo Monti lo capisco – ha aggiunto – può un tecnico capire fino in fondo cosa è la dignità nazionale?». «Non abbiamo insistito sulla possibilità di candidarli per evitare un loro imbarazzo, perchè poteva scattare un ricatto – ha aggiunto – ‘Volete l’appoggio dello Stato, ma se vi candidate…».

«Tra le righe – ha concluso Ignazio – qualcosa del genere è stata fatta. Abbiamo lasciato correre ma il nostro impegno per loro è più forte di prima. Non lo manifestiamo troppo in campagna elettorale, per evitare ogni strumentalizzazione». «E poi – ha rilevato ancora – per la libertà dei marò non si è mobilitato nessuno. Si mobilitano tutti con grande forza quando qualche turista dissennato se ne va in posti dove non dovrebbe andare e allora scatta la solidarietà. Secondo me dovrebbe scattare centomila volte di più per i nostri militari».